Quale materasso, rete e cuscino scegliere per un buon riposo? Materasso in memory foam, in lattice, a molle, schiumato...leggi i consigli e le curiosità della nostra guida!

  • Il sonno nelle fiabe

    Già abbiamo affrontato la tematica del sonno in diverse mitologie, parlando di come le più varie culture abbiamo elaborato in maniera più o meno fantasiosa nel corso del tempo, una serie di miti e racconti che affrontano la tematica del riposo, o che la trattano in qualche modo.

    L’argomento di oggi sarà il valore del sonno nelle fiabe, cercando di capire quale valenza simbolica possano avere il sonno, il riposo, il letto e, in maniera indiretta, i materassi in esse.

    La bella addormentata nel bosco

    La bella addormentata nel boscoIl primo racconto che verrà in mente a chiunque parlando del sonno è sicuramente “La bella addormentata nel bosco”, raccontata in diverse versioni, le due più note sono di Charles Perrault e dei fratelli Grimm, soggetto a numerose varianti e trasposizioni animate e cinematografiche.
    Inutile è ripetere la storia che probabilmente tutti conosciamo, cerchiamo invece di capire che valore ha il sonno in questa storia.

    La principessa del racconto viene maledetta e forzata a dormire finché non riceverà il bacio del vero amore; il sonno è visto come qualcosa di simile alla morte, ben lontano dal riposo ristoratore e benefico che è da tutti ricercato, avendo quindi un’accezione generalmente negativa, ma non solo, poiché dopo il sonno, che solitamente viene fatto durare 100 anni, la principessa sarà in grado di trovare l’amore, passando dall’adolescenza all’età adulta.

    La principessa sul pisello
    La principessa sul piselloUn’altra fiaba che riguarda la sfera del sonno, più in particolare i materassi, è quella de “La principessa sul pisello”; in questo caso ad essere importante, ai fini dello sviluppo della trama, non è solo il sonno, ma proprio, direttamente il materasso, o meglio i materassi.
    Nel racconto, scritto da Hans Christian Andersen, un principe di un regno ricco e prospero cerca, inutilmente, una vera principessa da sposare. Tuttavia non riesce a trovarla; finché una sera non si presenta una giovane alle porte del suo castello, che dichiara di essere una vera principessa.
    La regina, madre del principe, piuttosto scettica, decide di farle preparare il letto disponendo 20 materassi (in altre versioni meno), cuscini e guanciali sopra un unico pisello.
    La mattina successiva la giovane nobile si sveglia, dicendo di aver riposato malissimo per via di qualcosa di duro sotto il suo letto; rivelando così le sue nobili origini.

    In questo caso il sonno è un fattore rivelatore, perché permette di rivelare la vera natura della ragazza, grazie all’aiuto, indiretto, del materasso.

    Oggi il detto “Essere come la principessa sul pisello” ha assunto una connotazione quasi negativa, venendo usato per indicare una persona snob, altezzosa e troppo esigente; nonostante tutto il sonno ha un valore decisamente migliore, rispetto alla fiaba precedente.

    Le mille e una notte
    Le mille e una notteMolte altre sono le fiabe in cui il sonno e il riposo fungono da cardine per lo sviluppo della vicenda, portando a una svolta decisiva nella trama, oppure fornisce un ottimo pretesto per l’incipit.

    L’ultima situazione che analizzeremo oggi è quella di un racconto, o meglio di una serie di racconti, le famosissime “Mille e una notte”. Questa collana di racconti inizia con un sultano che, per punire il genere femminile dal tradimento della sua prima moglie, decide di risposarsi più volte, uccidendo ogni sua consorte durante la prima notte di nozze.

    Per porre fine a questa crudeltà la figlia del visir, Shahrazad, decide di sposarlo e di raccontargli ogni notte una storia, che interrompe prima che lui si addormenti, per poi continuarla la sera successiva.
    Questa storia ha il valore principale di essere un contenitore per moltissime fiabe della tradizione orientale, ma è indubbio che il riposo e il sonno possano essere visti come un motore degli eventi. Infatti il sultano, vedendo migliorare la qualità delle sue notti e potendo così avere un riposo più sereno, con la speranza che la storia continui la sera successiva, lascia in vita la bella Shahrazad; che alla fine diverrà felicemente sua sposa.
    In questo caso il momento del riposo è visto inizialmente come qualcosa di negativo, in quanto può diventare l’ora ultima delle spose del sultano, ma in seguito, grazie all’intervento della figlia del visir, riprende la sua valenza positiva, riportando all’uomo la capacità di dormire serenamente.

    Abbiamo quindi visto come il sonno, il riposo e quindi, indirettamente, i materassi siano importanti in molte e note fiabe, nelle quali forniscono un mezzo per sviluppare la trama, che si evolve spesso in senso positivo; concludendosi con il consueto “e vissero per sempre felici e contenti.”

  • La paura di addormentarsi

    clinofobiaNumerose sono le paure che affliggono l’essere umano, per quasi ciascuna esiste o corrisponde una fobia.
    Una delle più rare e meno conosciute è la paura di addormentarsi, il cui termine tecnico è: clinofobia.
    Il vocabolo clinofobia deriva dal greco e consiste nell’accostamento di due parole, klinein, ossia “piegarsi/coricarsi” e phobos “paura”, per questo la fobia in questione è collegata alla paura di addormentarsi.

    Questa fobia è collegata alla paura di perdere conoscenza, di morire o di essere sepolti vivi; chi è affetto da clinofobia riconosce l’irrazionalità del proprio timore, ma non può fare a meno di manifestarne i sintomi.
    Questi sono estremamente vari e vanno dalla sensazione di soffocamento alle vertigini, dalla bassa salivazione alla sudorazione eccessiva, ma non si esauriscono qui, potendo arrivare anche alla nausea, tachicardia e tremori.

    Le cause della clinofobia

    La clinofobia può essere dovuta a diverse cause le più gravi sono un trauma infantile, un’esperienza traumatica vissuta da qualcun altro a noi vicino che ci ha segnato o a cui abbiamo assistito.
    Stranamente, nei soggetti più sensibili, può essere dovuta anche a eventi minori, come la visione di un film, l’ascolto di un racconto, un incubo ricorrente o un particolare stato emotivo.
    Una caratteristica tipica di questo tipo di paura è che più spesso colpisce individui che sono, o sono stati, affetti da enuresi, ossia che hanno bagnato più volte il letto nel corso della loro esistenza.

    Una volta affetti si inizia a provare disagio nei momenti immediatamente antecedenti al sonno, passando poi, nel corso del tempo, a somatizzarlo. In questo modo la nostra psiche influenzerà il nostro benessere fisico in modo negativo, privandoci del riposo.
    Molto spesso i soggetti colpiti da questo disturbo hanno altri sintomi collaterali: l’insonnia, la scarsa attenzione e la stanchezza che sono indissolubilmente legate alla mancanza di un riposo sano.

    Possibili rimedi alla clinofobia

    Essendo un disturbo di natura psicologica la cosa migliore da fare è rivolgersi ad uno psicologo, il quale saprà seguirci in un percorso terapeutico per risolvere il problema, oppure indirizzarci, nei casi più gravi, ad una terapia farmaceutica.
    Va detto subito che quest’ultima scelta elimina i sintomi del problema, ma non lo risolve alla fonte.
    Tra i rimedi per questo problema si annovera la terapia comportamentale, la psicoterapia, il training autogeno, terapia dell’esposizione e l’utilizzo di tecniche di rilassamento che aiutino a superare l’ansia e la paura.

    Soluzioni materiali e parallele alla clinofobia sono le strisce nasali, che riducono il rischio di apnee notturne e migliorano spesso la qualità del sonno, l’uso di bevande o infusi rilassanti prima andare a dormire, che aiuteranno a distendere la tensione nervosa e fare parecchia attività fisica, in modo tale da alleggerire ulteriormente il carico di stress.
    Ovviamente tutti questi rimedi vanno affiancati dal sostegno di un valido psicologo, che saprà ridurre o risolvere il problema agendo nel modo più opportuno.
    Il materasso può aiutare?

    Beautiful girl lying in bedroom at early morningColoro i quali hanno paura di addormentarsi, non in modo clinico e cronico, possono anche provare a sostituire il loro materasso, specialmente se questo è usurato o logoro.
    Sul nostro sito sono in vendita diversi materassi in memory adatti alle più svariate esigenze, soprattutto citiamo i modelli che possono avere delle coperture speciali, le quali possono aiutare il nostro corpo a distendersi e ad avere un riposo più duraturo e migliore; tra questi suggeriamo quelli con il rivestimento arricchito con aloe vera o con camomilla.
    Ovviamente un materasso in memory foam con copertura speciale non rappresenta una panacea per tutti i mali, ma va assolutamente abbinato al parere professionale di un medico o di uno psicologo, in questo caso, i quali sapranno certamente consigliarci nel miglior modo possibile.
    Certo è che provare a sostituire il nostro materasso, specialmente se vecchio e usurato, potrebbe aiutarci a farci provare un relax del tutto nuovo e forse a ridurre il timore che abbiamo prima di dormire.

  • Il topper in memory foam

    Il materasso ortopedico è ormai superato, come da noi trattato in questo precedente articolo, dai più innovativi materassi a molle indipendenti e insacchettate.

    Avevamo scritto, in conclusione, che una possibile soluzione per migliorare il nostro materasso ortopedico poteva essere quella di adoperare un topper in memory foam. Vediamo però più nel dettaglio di che cosa si tratta.

    Una parte aggiuntiva del materasso

    In caso possediamo un materasso ortopedico, che sia ancora in condizioni ottimali sia dal punto di vista dell’usura che dal punto di vista igienico, e vogliamo passare ad un materasso in memory foam, senza dover acquistare un materasso nuovo, possiamo acquistare un topper, che è essenzialmente una lastra in memory foam aggiuntiva, che può essere agganciata, tramite degli elastici o delle altre soluzioni ad un materasso ortopedico, andando a sovrapporsi ad esso. In questo modo non otterremo un vero e proprio materasso in memory, ma potremo migliorare notevolmente la qualità del nostro riposo.

    Scegliere il topper in memory più adatto per noi

    Ovviamente quando si sceglie di acquistare un topper in memory non è necessario porsi la stessa, grandissima quantità di domande necessarie per il materasso; ovviamente però la scelta va ponderata adeguatamente in base alle nostre disponibilità ed esigenze.

    topper1Nonostante tutto bisogna comunque porsi delle domande, la prima è, logicamente:

    • Quali sono le dimensioni del nostro materasso?
      Rispondendo a questa domanda potremo scegliere infatti il topper delle medesime dimensioni che ha il nostro materasso, bisogna però far sì che combacino perfettamente, in modo che sia l’aggancio che il riposo non ne siano influenzati;
    • Che spessore in memory è consigliabile acquistare?
      Bisogna capire quale caratteristica del nostro materasso vogliamo modificare, se lo riteniamo eccessivamente morbido, forse è opportuno sostituirlo, piuttosto che acquistare un topper. Mentre se ci sembra che sia troppo rigido è meglio scegliere un topper in memory che abbia uno spessore di almeno 5 cm, in modo tale da avere un cambiamento significativo.

    I pregi e i difetti del topper

    Ovviamente, come già anticipato il topper in memory foam rappresenta un’alternativa agli eventuali problemi che può dare un materasso ortopedico, ma non è la soluzione preferibile.
    Tra i pregi troviamo sicuramente il prezzo, più contenuto rispetto all’acquisto di un materasso in memory, la facilità d’installazione e di manutenzione.
    I difetti sono il fatto che il topper rappresenta un ulteriore elemento del nostro letto, che quindi, quando si procederà alle operazioni di manutenzione, risulterà un oggetto in più da lavare e igienizzare. Infine, come già più volte ripetuto, un topper in memory non può rappresentare una soluzione duratura ai problemi di un materasso ortopedico, specie se questo è piuttosto datato.
    Pertanto è necessario valutare con estrema attenzione anche questa opzione.

    Come utilizzare il topper in memory
    Interior of a hotel bedroom in the morningSe si è deciso ad acquistare un topper in memory per il proprio letto è consigliabile, prima di procedere all’installazione, di sfoderare e lavare il nostro vecchio materasso a fondo, in modo che sia quanto più possibile simile a quando lo abbiamo acquistato. Solo dopo che avremo finito le operazioni di lavaggio ed effettuato gli eventuali piccoli lavori di riparazione delle cuciture, potremo procedere all’installazione del nuovo topper.

    Questo permetterà di sicuro a noi di avere un riposo più pulito ed igienico, quindi di qualità superiore a quello che il nostro precedente materasso poteva offrire, evitando che insorga una possibile zona di proliferazione per muffe, batteri e altri infestanti nello spazio intercorrente tra il materasso e il topper.
    In conclusione, la scelta del topper in memory può essere una valida alternativa, anche se temporanea, all’acquisto del materasso memory; tutto dipende dalle nostre preferenze personali e dalle nostre esigenze. Ricordiamo che esteriormente non si noterà alcuna differenza, eccetto un aumento dello spessore del materasso.
    Consigliabile è scegliere un prodotto che sia realizzato completamente in Italia, con le dovute certificazioni attestanti il rispetto delle normative comunitarie.

  • La durata del cuscino

    Per avere il riposo migliore possibile non sono necessari soltanto materassi e doghe di alta qualità, ma bisogna che anche la scelta del cuscino sia valutata attentamente.
    Innanzitutto è necessario capire se il nostro cuscino sia ancora in grado di fornire l’adeguato sostegno.

    Come capire se il cuscino ha ancora un residuo di durata utile

    In caso abbiamo un cuscino da diverso tempo, magari da anni, questo va posizionato su di una superficie rigida e piegato a metà. Dopo di questo bisogna porre sopra di esso un peso che sia approssimativamente quello della nostra testa, è possibile utilizzare anche una scatola di pasta da 250 g o da mezzo chilo.

    Una volta rimosso il peso il cuscino deve essere in grado di tornare alla sua forma originaria, in questo caso il nostro cuscino sarà in grado di supportare ancora in modo adeguato la nostra testa.
    In caso contrario sarebbe consigliabile sostituire il cuscino con uno nuovo.

     

    La durata del cuscino

    Linz + foderaA causa della sua struttura più semplice un cuscino non avrà mai la stessa durata del materasso, per questo va tenuto conto che se abbiamo acquistato contemporaneamente, o nello stesso periodo cuscino e materasso, è probabile che il primo sia da sostituire se sono passati degli anni.
    Il cuscino inoltre viene lavato più spesso del materasso, perché durante la notte entra a contato con la faccia assorbendo il sudore e raccogliendo peli e capelli che perdiamo durante il sonno.
    Il maggior numero di lavaggi a cui viene sottoposto abbassano, immancabilmente, la durata del cuscino, indipendentemente dal materiale con cui è realizzato.

     

    L’importanza del cuscino

    Il cuscino è fondamentale, perché in caso si soffra per dolori alla zona cervicale può aiutarci a ridurli, dandoci il corretto sostegno per il nostro capo.
    In caso il nostro cuscino sia troppo vecchio o eccessivamente usurato verrebbe a mancare il supporto necessario, aggravando il problema anziché risolverlo.
    In aggiunta a questo, in caso sostituiamo il materasso e la rete a doghe, ma non il cuscino, gli eventuali benefici apportati da un nuovo materasso potrebbero esser ridotti o vanificati, proprio a causa del cuscino.

    In definitiva, il consiglio è: effettuate il veloce controllo descritto sopra col vostro guanciale e, in caso non siate soddisfatti del risultato, non esitate un solo momento a sostituirlo con uno nuovo, possibilmente scegliete un cuscino in memory, che avrà una vita utile maggiore rispetto a quelli realizzati in altri materiali e sarà in grado di offrire, oltretutto, un sostegno di qualità superiore alla nostra testa, permettendo alle vertebre cervicali di avere una corretta postura durante il sonno.

  • La garanzia e le peculiarità legate all’acquisto dei materassi in memory

    La garanzia e le condizioni di vendita di un rivenditore di materassi sono uno degli indicatori della qualità dei suoi prodotti e del suo lavoro. Solo i rivenditori migliori permettono di avere una garanzia duratura.

    Ognuno dei materassi incluso nel catalogo Materassiedoghe ha una garanzia della durata di 20 anni, questa deve essere attivata attraverso il nostro sito web a questo link.
    La garanzia per i nostri prodotti copre la struttura portante del materasso, i tessuti che compongono le imbottiture e le cuciture, in caso in cui i difetti compromettano le caratteristiche del materasso e quindi la sua capacità di sostenere il peso corporeo.

    La garanzia non può coprire i casi in cui il materasso non è stato utilizzato in maniera corretta, non sia stato oggetto della necessaria manutenzione e pertanto non sia in impeccabili condizioni igieniche.

    Ovviamente il materasso in memory (o in lattice o molle che sia), è prodotto con materiali elastici, pertanto una variazione dello spessore e delle misure vanno ritenuti normali in particolare:

    • l’avvallamento, che comporta una riduzione di spessore inferiore ai 20 millimetri;
    • la variazione delle misure compresa tra il ± 3% .

    Quali casi sono coperti dalla garanzia?

    La garanzia solitamente comprende la riparazione o la sostituzione gratuita della parte o del componente difettato; in caso queste operazioni non siano possibili, si procederà alla riparazione. In questi casi bisogna spedire una dettagliata e precisa descrizione del difetto, indicando tutte le caratteristiche del materasso.
    Il difetto ovviamente deve essere percepibile, quindi è consigliabile allegare delle foto.

    Il materasso in garanzia deve quindi adeguatamente imballato come da indicazioni fornite dal rivenditore, in modo tale da evitare ulteriori danni, che non sono coperti dalla garanzia.

    Come funziona la garanzia?


    Stempel Garantie rotUna volta spedito il materasso in garanzia al rivenditore esso viene ispezionato, per verificare che il danno o la variazione sia dovuta ad un vizio o difetto originario del prodotto. In questo caso si procederà alla riparazione o sostituzione del materasso.
    In caso si rilevi che il problema del materasso non sia tra quelli coperti dalla garanzia, il prodotto potrà essere comunque riparato, a spese di chi l’ha acquistato.
    In ogni caso è sempre meglio, in caso di danneggiamento o difetti particolari, contattare il prima possibile il rivenditore, in ogni caso saprà certamente dare un consiglio su come comportarsi, oppure sarà in grado di aiutarci.

    La manutenzione del materasso

    I materassi acquistati online solitamente vengono venduti arrotolati e imballati sottovuoto, in modo tale da mantenere le proprietà fisiche e igieniche del prodotto, solo in questo modo si è sicuri di avere un prodotto valido.
    Diamo poi una piccola serie di indicazioni da seguire nel momento in cui si riceve un materasso sottovuoto acquistato tramite e-commerce:

    • togliete il materasso dall’imballo entro 10 giorni al massimo, poiché altrimenti le sue proprietà potrebbero essere alterate;
    • se possedete già la rete, oppure nel caso vogliate acquistarne una, è preferibile utilizzare un coprirete;
    • sollevate settimanalmente il vostro materasso dalla rete per far circolare l’aria ed evitare così il ristagno di umidità;
    • in caso il materasso sia sfoderabile è consigliabile lavarlo in lavatrice a 50/60 °, con il programma per capi delicati;
    • possibilmente evitate di usare aspiratori per pulire il rivestimento (consigliabile solo in caso di infestazione da tarme);
    • non bagnate la lastra esterna e non esponetela al sole direttamente;
    • rivoltate il materasso testa – piedi almeno 2 volte l’anno, in questo modo l’usura sarà regolare lungo tutta la superficie del materasso.

    Il diritto di recesso

    Il diritto di recesso rappresenta un diritto ulteriore e differente dalla garanzia; per questo è meglio chiarire la differenza:

    • la garanzia copre i vizi e i difetti del materasso e permette di ripararlo o sostituirlo gratuitamente in caso questi siano attribuibili a difetti di produzione;
    • il diritto di recesso è dovuto in caso il prodotto che riceviamo non è quello che volevamo, non rispetta le nostre esigenze oppure in caso sia danneggiato e non vogliamo avvalerci della garanzia o in tutti gli altri casi in cui il bene ordinato e/o acquistato non soddisfi le nostre esigenze.

    Il diritto di recesso, riferendosi ai materassi acquistati online, è normato dal Decreto legislativo n.21/2014, che prevede due particolari eccezioni:

    • la prima rappresenta i materassi (o i beni) che siano realizzati su misura, o personalizzati;
    • la seconda rappresenta i beni che devono essere venduti sigillati, che non possono essere restituiti per motivi di igiene, in questa eccezione rientrano i materassi, che sono venduti sottovuoto.

    code barre : made in italyIn questi casi la legge esclude il diritto di recesso per tutelare sia il venditore nel primo caso, che il mercato e i potenziali consumatori nel secondo.
    Ripetiamo il diritto di recesso può essere una soluzione alternativa alla garanzia, ma non preferibile, in quanto spesso i venditori sono ben disposti, per tutelare la loro immagine e i loro prodotti, a tutelare i clienti e quindi offrono periodi di garanzia piuttosto dilatati. Mentre con il diritto di recesso il cliente, con atto unilaterale, decide di chiudere il contratto.

    Noi di Materassiedoghe forniamo, come già detto, una garanzia di 20 anni sui nostri materassi in
    memory, e altre garanzie durature su tutta la nostra gamma di prodotti, i quali sono 100% Made in Italy, quindi di altissima qualità.

     

  • Le divinità e i miti del sonno

    Più volte abbiamo detto come il sonno sia un elemento fondamentale dell’esistenza umana, un bisogno primario, a cui non possiamo rinunciare. Per questo l’influenza che ha avuto nella cultura è molto più importante di quanto si pensi.

    I Greci e i Romani

    ipnosIniziamo citando gli antichi Greci, i quali, tra le moltissime divinità che adoravano, avevano eletto a divinità anche Ipnos, il dio del sonno. Questa divinità era figlia della dea primordiale Nyx, la notte, e fratello gemello di Tanatos, la morte.
    Questo accostamento è dovuto all’entità dei poteri dei due dei, che potevano agire su qualsiasi essere vivente. Ipnos, a differenza del fratello, aveva però anche la capacità di agire sugli altri olimpici, come è raffigurato nell’Iliade, nell’episodio in cui Era gli chiede di far assopire Zeus, per poter aiutare gli Achei nella guerra contro i Troiani.

    Questa caratteristica era già testimonianza di quanto fosse importante il sonno e di come nemmeno il Padre degli dei, Zeus, potesse sottrarsi al suo dominio.

    Ipnos ha avuto, nel mito greco anche tre figli, ognuno dei quali rappresenta una diversa tipologia di sonno, il più famoso in assoluto è Morfeo, che viene identificato come il protettore del sogni con figure umane, o il “Plasmatore dei sogni”, ossia colui che fa prendere forma ai sogni.

    I Romani, i quali hanno adottato buona parte dei miti e delle usanze dei Greci, invocavano Somnus per avere un riposo piacevole e ristoratore, popolato da sogni gradevoli.

    Le culture celtiche e norrena
    caer ibormeithIl sonno però ha una valenza simbolica importante anche in altre culture:
    per i Celti il sonno era un’entità sovrannaturale femminile, Caer Ibormeith, che faceva assopire i viventi con il suo canto melodioso. Una leggenda racconta che Aengus, il dio della giovinezza, innamoratosi di lei, la riconobbe tra 150 ragazze tramutate in cigni e che, quando volarono via assieme, il canto da lei intonato fece addormentare tutta l’Irlanda per 3 giorni e 3 notti per quanto era melodioso.

    Il pantheon scandinavo rappresenta invece un’eccezione, poiché non esiste una divinità associata al sonno e al riposo. Nonostante questo esistono comunque racconti interessanti in cui il sonno è visto come un elemento magico, legato alla sfera sentimentale.
    Ad esempio il popolare eroe Sigfrido, risveglia da un sonno magico la valchiria Brunilde, la quale, avendo disobbedito a Odino, era stata addormentata da lui e portata sulla vetta di una montagna infuocata. Una volta destata la bella guerriera e l’eroe si giurano amore eterno.
    Si capisce da questo mito come, in una cultura bellicosa e densa di eroi, come quella norrena, il sonno è visto come un momento magico, ma di debolezza, con una connotazione negativa, simile ad una maledizione umana, dal quale ridestarsi è possibile solo grazie al valore di un guerriero impavido e al sentimento amoroso.
    Ovviamente, innegabili sono le analogie con la fiaba de “La bella addormentata nel bosco”.

    Nell’estremo oriente: India, Cina e Giappone

    Finora abbiamo trattato le culture occidentali, ma questo non vuol dire che il sonno non sia una presenza importante anche nelle tradizioni orientali.
    La religione induista, fitta di divinità e leggende, ha 3 divinità maggiori: Brahma, Vishnu e Shiva; rappresentanti a loro volta la Creazione, la Conservazione e la Distruzione del mondo materiale.
    E proprio una di queste divinità viene accostata alla sfera onirica: Shiva.
    Tra i numerosi attributi di questo nume infatti si può trovare quello di “Signore del sonno”, ma non solo, il suo stesso nome deriva dalla parola in sanscrito Shin, il cui significato è proprio sonno.
    Il sonno portato dal dio è quello senza sogni, in grado di fermare la mente, privandola degli affanni, ed è identificato come la pace, diventando uno degli obiettivi ultimi della meditazione.

    bakuConcludiamo parlando della mitologia Cinese e Nipponica, le quali si sono influenzate a vicenda per secoli, scambiandosi miti e creature leggendarie vicendevolmente.
    Tra queste creature, benigne e maligne, trattando della sfera onirica e del riposo è impossibile non parlare dei Baku, creature benigne dall’aspetto bizzarro: corpo tozzo e tondeggiante, testa grande con zanne e un grosso naso, simile ad una proboscide.
    A questi esseri è attribuita la capacità di allontanare il male, ma, oltre a questo, la loro peculiarità è quella di essere in grado di divorare gli incubi delle persone e, con essi, la sfortuna che li accompagna. La loro presenza quindi è legata ad un sogno ristoratore e riposante, oltre che sereno, per questo la loro immagine è un elemento essenziale per l’arredo delle camere da letto, soprattutto dei bambini; spesso viene ricamata sui cuscini, oppure dipinta su quadri appesi alle pareti, in modo da far sì che il riposo sia sempre il migliore possibile.

    In conclusione, il sonno è sempre stato visto come un momento magico e importante, tanto che quasi tutte le culture del mondo hanno divinità e creature protettrici del riposo o dei sogni.
    Nei tempi moderni la scienza ha soppiantato la magia, pertanto il progresso tecnico è alla continua ricerca di soluzioni per offrire il meglio in fatto di riposo, attraverso l’innovazione dei materiali dei processi utilizzati per cuscini, materassi e doghe.
    Nonostante questo il momento del sonno resterà sempre fondamentale nella cultura umana, sia per il ristoro che è in grado di dare a corpo e mente, che per la capacità di farci avere sogni piacevoli.

  • Le tarme: possibili ospiti dei materassi

    In un nostro precedente articolo ci siamo occupati di un parassita infestante che vive praticamente in tutte le nostre case: l’acaro della polvere.
    Nell’articolo di oggi invece parleremo di un altro parassita che può annidarsi nei nostri letti e materassi, meno diffuso dell’acaro, ma molto più fastidioso.
    Stiamo parlando delle tarme, insetti simili a farfalle che si nutrono di tessuti come il cotone, la lana e la seta, oltre che di altre sostanze contenenti cheratina.

    Cosa sono le tarme?

    Le tarme, o tignole, sono insetti lepidotteri, ossia insetti alati con un ciclo vitale suddiviso in tre fasi: larva, pupa e adulto.
    L’unica famiglia di cui fanno parte le tarme sono i Tineidae, che comprende molte specie, quelle di cui andremo a trattare oggi sono però solo tre:

    • la tarma dei crini (Tineola bisselliella), la specie più comune;
    • la tignola delle pellicce (Tinea pellionella), meno comune della precedente e più piccola;
    • la tarma dei tappeti (Tricophaga tapetzella).

    Perché rappresentano un pericolo?

    TarmaQuesti insetti, come già anticipato, hanno un ciclo vitale trifase che inizia con una larva, che rappresenta l’elemento infestante in grado di annidarsi nelle nostre case e danneggiare ogni componente in tessuto del nostro arredo, come i tappeti, le tende, i vestiti, ma anche i letti e lenzuola, compromettendone l’integrità e diminuendo il livello di igiene delle nostre abitazioni.

    Le larve, infatti, hanno un apparato digerente in grado di metabolizzare la cheratina contenuta nei tessuti, in particolare nella lana e nelle altre fibre di derivazione animale, come i capelli o i peli. Questo permette loro di avere un dieta piuttosto vasta, che comprende praticamente quasi tutti i tipi di tessuti di derivazione naturale.

    La loro voracità è notevole, tanto che, in mancanza di un nutrimento migliore, possono arrivare a cibarsi delle fibre sintetiche, in caso queste siano legate o unite a elementi naturali.

    Dove vivono?
    La nutrizione avviene durante la notte o in condizioni di oscurità, perché le larve mal tollerano la luce di qualsiasi tipo. Pertanto spesso si annidano in punti della casa dove la luce non arriva spesso, come angoli, armadi, ma anche letti.

    Un elemento importante di cui necessitano è l’umidità; che, vista la loro dieta, è un elemento essenziale al loro sviluppo in quanto il loro nutrimento non contiene acqua.
    In questo caso il letto, le lenzuola e il materasso rappresentano un habitat ideale, specialmente in caso le condizioni di pulizia siano trascurate.
    Infatti il nostro sudore, oltre all’umidità, lascia sui tessuti anche dei nutrienti e una discreta quantità di acqua, che rappresenta un’attrattiva irresistibile per le tarme, ancor più del cibo.

    Come possiamo difenderci?

    Infestazione tarmeA differenza degli acari, per i quali abbiamo già detto non esiste un rimedio universale, le tarme rappresentano un pericolo dal quale possiamo difenderci efficacemente per vari motivi:

    • anzitutto il loro ciclo vitale è piuttosto lungo e più complesso di quello degli acari;
    • è sufficiente tenere un adeguato livello di igiene per prevenire l’infestazione;
    • i segnali della presenza delle tarme sono molto più facilmente percepibili di quelli dell’infestazione da acari.

    Ad ogni modo esistono numerosi prodotti efficaci e rimedi semplici per sbarazzarci di questi indesiderabili parassiti:

    • aspirapolvere: passare regolarmente l’aspirapolvere ridurrà la quantità di sporcizia, riducendo così i luoghi dove possono annidarsi questi insetti;
    • lavaggio a secco: il lavaggio a secco dei tessuti infestati rappresenta un rimedio valido, in quanto eliminerà le larve e ridurrà l’umidità, impedendo infestazioni future;
    • calore e luce: la luce ha effetto repellente per le tarme, ma non le elimina del tutto, il calore invece, specie se superiore ai 50° le eliminerà del tutto, oltre che disinfesterà i tessuti;
    • palline deterrenti: il rimedio artificiale più usato, in quanto permette di respingere le tarme e di allontanarle, questa soluzione può essere usata solo in ambienti chiusi con cui non entriamo a contatto spesso, in quanto i principi attivi di queste palline, come la canfora, sono tossici.

    In conclusione, per evitare che un’infestazione da tarme rovini i tessuti della nostra casa, compreso il nostro letto, è necessario mantenere pulita e arieggiata la nostra casa.
    Un valido aiuto potrebbe essere optare per materassi in memory foam e cuscini in memory, il cui rivestimento sia realizzato con tessuti tecnici e/o sintetici, difficilmente appetibili per le tarme, evitando soprattutto i prodotti con parti in lana, che è il cibo prediletto di questi lepidotteri.

  • Materassi e doghe: la classificazione presidio medico, cosa comporta?

    Quando parliamo di materassi e doghe spesso si fa riferimento alla classificazione, o dicitura, “Presidio medico di classe 1”, affrontando poi la detrazione fiscale a cui possono essere soggetti tali prodotti.
    In questo articolo cercheremo di spiegare quali siano le caratteristiche che un
    materasso o una rete a doghe deve possedere per essere considerato tale, per poi descrivere quale è la procedura necessaria ad ottenere la detrazione fiscale.

    I materassi

    Un materasso viene considerato come “Presidio medico classe 1” solo quando i materiali utilizzati sono stati sottoposti a test di laboratorio che ne certifichino l’efficacia e l’assoluta inoffensività e quando le procedure di costruzione seguite siano nel completo rispetto delle normative europee.

    Il materasso in particolare, per avere tale classificazione deve possedere delle particolari caratteristiche:

    • una bassa pressione di contatto;

    • delle ridotte forze di attrito e stiramento;

    • un’efficace dispersione di calore e umidità;

    • la capacità di mantenere una postura corretta.

    Se è in possesso di tutte queste caratteristiche un materasso può essere considerato a tutti gli effetti un dispositivo medico. Infatti questi accorgimenti rendono il materasso antidecubito, ossia uno strumento che può essere utilizzato per prevenire o ridurre le lesioni cutanee che possono insorgere a seguito di una lunga permanenza a letto, in una posizione statica.
    Tutte le caratteristiche sopra elencate permettono ad un
    materasso di distribuire efficacemente la pressione di contatto esercitata dal corpo sulla superficie di appoggio, riducendo così le cause che portano alle lesioni cutanee.
    materassi in memory si prestano piuttosto bene a questa esigenza, per via delle loro particolari caratteristiche tecniche.

    Young woman with tablet at home

    Le reti a doghe

    Come per i materassi anche per le reti a doghe è possibile ottenere la detrazione fiscale del 19% se sono classificate come “Presidio medico classe 1”, anche in questo caso devono essere rispettati dei requisiti particolari e ulteriori all’attenzione prestata nella scelta dei materiali e nella cura dei processi di realizzazione:

    • la capacità di sostenere il corpo in una posizione adeguata;

    • la possibilità di poter gestire la flessione e il movimento delle varie parti del corpo;

    • la capacità di poter distribuire in modo adeguato le tensioni corporee.

    Normalmente le reti a doghe classificate come “Presidio medico classe 1” sono a regolazione motorizzata, in questo modo si potrà gestire la postura più corretta per il riposo, modificandola a seconda delle esigenze del paziente.

    Le modalità per usufruire della detrazione

    Condizione essenziale per poter usufruire dell’agevolazione fiscale è avere una prescrizione su carta intestata del medico curante, o, in alternativa, può essere presentata un’autocertificazione, che non necessita di autenticazione se è accompagnata da una copia fotostatica del documento d’identità del contribuente.

    Per avvalersi della detrazione fiscale è necessario eseguire il pagamento attraverso bonifico, bancario o postale. Nel bonifico vanno indicati:

    • la causale del versamento;

    • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;

    • il numero della partita IVA (o il codice fiscale) del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

    Si può effettuare il pagamento anche tramite carte di credito o debito; in questo modo per individuare la data di pagamento fa riferimento il giorno di utilizzo della carta da parte del titolare, non il giorno di addebito sul c/c.
    Non possono essere effettuati pagamenti mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento, poiché le spese documentate devono essere documentate e documentabili; la documentazione relativa, fattura intestata o scontrino fiscale, va conservata per 5 anni a fini probatori.


    Sul nostro sito è possibile trovare numerosi
    materassi e doghe classificati come “Presidio medico di classe 1”, che possono essere soggetti a questa detrazione fiscale, mentre i link con la documentazione necessaria sono riportati in questa pagina.
    Questi articoli rispettano tutte le caratteristiche necessarie a dare il miglior sostegno non solo per chi è costretto a passare lunghi periodi a letto, ma anche per chi è alla ricerca dei prodotti migliori per il proprio riposo.

  • La storia antica del materasso

    Il materasso oggi è un elemento tipico e caratteristico, presente in ogni casa ormai e differenziato in base a materiali, fattura, forma e spessore. Logicamente non è sempre stato così, come tutte le cose anche il materasso ha avuto una sua “storia”, o meglio una sua evoluzione che lo ha portato, nel corso del tempo a diventare come lo conosciamo.
    Oggi ci occuperemo della storia antica del 
    materasso.

    Il nome materasso

    Ai tempi dei Romani il materasso consisteva in un sacco di stoffa teso e riempito con fieno, lana o piume, proprio per questo il nome latino è assai diverso da quello odierno: culcita.
    Questo termine significa sia “materasso” che “guanciale” e ha la stessa origine del termine 
    culeus che significa “sacco”.
    Il vocabolo materasso deriva invece da una parola araba 
    matrah, che significa “buttare giù” o “gettare”, usato per estensione “coricarsi”.
    Questa parola è entrata nel linguaggio comune a partire dalle Crociate, venendo gradualmente assimilata in buona parte dei paesi occidentali, con vari cambiamenti a seconda della lingua, facciamo qualche esempio:

    • Italiano → Materasso
    • Inglese → Mattress
    • Francese → Matelas
    • Tedesco → Matratze
    • Polacco → Materac

    In Spagnolo e in Portoghese il termine invece è rimasto più simile a quello utilizzato dai Romani:

    • Spagnolo → Colchón
    • Portoghese → Colchão

    La storia del materasso nell’antichità

    Ermafrodito dormienteIl bisogno di avere un giaciglio in cui poter riposare comodamente è un’esigenza a cui l’uomo del Neolitico rispondeva creando una catasta di foglie secche o paglia, sulla quale disponeva poi una pelle. In questo modo si otteneva un discreto isolamento tra il corpo e il terreno, in modo tale da non disperdere il calore e da proteggersi dall’umidità proveniente dal suolo.

    Il passo successivo si ebbe in Persia dove, attorno al 3600 a.C., veniva utilizzate delle pelli di capra o pecora riempite d’acqua. Questa soluzione fu adottata sia a causa del clima secco e caldo della zona e si ipotizza possa derivare dagli otri in pelle usati per trasportare i liquidi.

    Nell’antico Egitto, all’incirca due secoli dopo, venivano utilizzati degli archi di rami di palma, in modo tale da poter riposare sollevati dal terreno, garantendo così una difesa efficace dalla polvere e dallo sporco, oltre che dal caldo e dall’umidità.


    Nell’Antica Roma, come già accennato, i materassi consistevano in sacchi di stoffa più o meno pregiata, che venivano riempiti con fieno, dai più poveri, o con lana e piume dai più abbienti.
    Il materasso (o meglio la culcita) si riteneva essere l’elemento più importante per poter dormire bene, tanto che l’imperatore Augusto, durante un periodo di malattia e nervosismo, soffrendo d’insonnia, mandò una serva ad acquistare, senza badare a spese, il materasso di un senatore, che, nonostante fosse oppresso dai debiti e dai problemi, riusciva a dormire benissimo.

    L’età moderna

    Durante il Medioevo lo sviluppo del materasso rimase immobile sotto il punto di vista tecnico; nonostante questo iniziò a diffondersi il termine odierno, come già anticipato, coniato sulla parola araba matrah.

    Nel 1400 i materassi erano realizzati riempendo un involucro di stoffa con paglia, piume o baccelli vuoti di piselli. Il rivestimento poteva essere di lana, oppure di velluto, broccato o seta per i nobili. In questo periodo avere un materasso, di qualsiasi tipo, rappresenta ancora un lusso non alla portata di tutti.

    Letto medievaleNel XVI e XVII secolo l’imbottitura e il rivestimento rimangono simili a quelli utilizzati nelle
    epoche precedenti, l’innovazione è rappresentata invece dalla comparsa delle prime reti. Infatti fino a questo periodo il materasso poggiava su una o più assi rigide, sopra un ripiano di pietra oppure direttamente sul terreno. Nel 1500 iniziano infatti a comparire le prime intelaiature in legno, sulle quali venivano poi tese ed intrecciate delle reti in corda o cuoio, dove poi far poggiare il materasso.

    Nel 1700 si iniziano ad utilizzare come materiali per l’imbottitura la lana o il cotone, che permettono un migliore isolamento termico e una comodità maggiore rispetto alla paglia e alle piume. Durante questo periodo fanno anche la comparsa le prime fodere, realizzate in lino o cotone, mentre si iniziano ad adottare strutture in bambù per rendere più stabile il materasso.
    Questi nuovi materiali per l’imbottitura, il sostegno e la fodera, iniziano a diffondersi a seguito delle esplorazioni, osservando e riprendendo l’utilizzo avuto in estremo oriente. Le imbottiture vengono quindi realizzate in fibra di cocco e crine, le quali si affiancano ai materiali più tradizionali il cotone e la lana.

    Dal XVIII secolo il materasso inizia a diventare un bene di utilizzo comune, presente in quasi tutte le case e da allora fino ad oggi è ancora così.

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