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Alzheimer, demenza senile e sonno

Dormire poco o dormire male causa problemi al nostro organismo. I rischi maggiori sono lo sviluppo di patologie cardiache e vascolari, oltre a problematiche del sistema immunitario. In aggiunta a questo, dormire male aumenta anche il rischio di sviluppare problemi neurologici. Che legame c’è quindi tra morbo di Alzheimer, demenza senile e sonno.

L’incidenza del morbo di Alzheimer

Partiamo, come sempre dall’analisi dei dati. Secondo il Ministero della salute, in Italia circa 1 milione di persone sono affette da forme di demenza, con una casistica che si concentra sulle persone over 65. La principale causa di demenza è il morbo di Alzheimer, che è causa di più della metà dei casi di demenza (dati prodotti nel 2016).

Su tutto il territorio europeo la stima attesta che il 54% delle persone affette da demenza è colpita dalla demenza di Alzheimer. Le percentuali aumentano con l’età e variano anche in base al sesso, con incidenza maggiore nelle donne, rispetto che negli uomini. In dettaglio si va dallo 0.7% delle donne tra i 65 e 70 anni, fino al 23,6 % delle over 90; mentre per gli uomini le percentuali partono da 0.6 % al 17.6 %.

Questo rende il morbo di Alzheimer, la principale causa di demenza degenerativa negli esseri umani; ragion per cui è scorretto parlare di demenza senile come patologia; essa è un sintomo che può essere causato da qualche patologia neurologica; quindi non solo dal morbo di Alzheimer, ma anche dalla malattia di Huntington o dal morbo di Parkinson, per citarne un paio.

Alzheimer, demenza senile e sonno

Avendo visto che la principale causa di demenza è il morbo di Alzheimer, cerchiamo ora di capire come sono legati morbo di Alzheimer, demenza senile e sonno; perché le persone che dormono per anni in maniera inadeguata sono più a rischio di sviluppare patologie neurologiche, infine vedremo alcuni consigli per prevenire.

Durante il summit “Future of Health”, tenutosi presso il Milken Institute, a Washington tra il 28 e il 30 Ottobre 2019, Ruth Benca, psichiatra, ha affermato che disturbi del sonno, come l’insonnia o l’ipersonnia e il riposo inadeguato dovuto ai ritmi serrati o a deficit di sonno, contribuiscono ad aumentare il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer. In più, il mancato riposo anticipa di anni lo sviluppo della malattia.

Questo è dovuto a questioni genetiche, ma anche agli accumuli di proteine (come la proteina tau), dannose, associate al morbo di Alzheimer nel liquido cerebrospinale. Dormendo, spiega Benca, il nostro organismo riesce a smaltire buona parte di questi accumuli, riducendo il rischio di sviluppo di malattie neurali. Ecco spiegato il legame tra morbo di Alzheimer, demenza senile e sonno adeguato.

Per questo motivo, secondo gli studiosi, dormire bene e per quanto abbiamo bisogno, di notte, aiuta a migliorare la qualità della nostra vita, anche in là nel tempo. Basti pensare alle cifre di cui abbiamo parlato prima. Non è sufficiente dormire adeguatamente per ridurre il rischio di insorgenza di patologie, occorre anche adottare uno stile di vita sano, limitando il consumo di bevande alcoliche e il fumo.

Il sonno REM e nREM

Dormire bene quindi può diminuire il rischio di sviluppo di patologie, ma quale è il tipo di sonno adatto. Ricordiamo che il sonno REM è diverso dal sonno nREM (non REM), entrambe con ritmi e funzioni differenti (leggi qui). Secondo uno studio, ad un alto livello livello di proteina tau (una delle proteine associate allo sviluppo del morbo di Alzheimer) corrispondeva meno ore di riposo nREM.

La ricerca ha anche notato che spesso, le persone che ogni notte avevano trascorso meno ore di sonno nREM erano anche le persone che dormivano per più ore, in alcuni casi facendo anche un riposino pomeridiano. Questo è indicativo del fatto che è fondamentale non tanto la quantità del sonno, ma la sua qualità.

In un altro studio, dei soggetti clinicamente hanno visto misurare i livelli della proteina tau nel liquido cerebrospinale, a seguito di una notte di riposo e di una notte di privazione del sonno. La mattina seguente il livello di tau era aumentato di circa il 50%, in media. In questo modo è chiarito il legame tra la malattia di Alzheimer, demenza senile e sonno.

Conclusioni

Ci sono molte cose che puoi fare per migliorare il tuo sonno, la più importante delle quali è concederti abbastanza tempo per avere ogni notte 7/8 ore di sonno. È anche importante mantenere uno stile di vita sano e costante, soprattutto esercitando il cervello. con esercizi di lettura, scrittura e calcolo (come i cruciverba), oltre a un costante esercizio fisico, magari con un compagno a 4 zampe.

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Fonti: Ministero della salute

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