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I farmaci che possono rovinare il riposo

Leggere il bugiardino delle medicine non è qualcosa che facciamo spesso o volentieri, tutt’altro. In realtà è bene sapere quali sono i farmaci che possono rovinare il riposo (ricordate bene, che possono, non che rovinano di sicuro).

I farmaci che possono rovinare il riposo

Tutti abbiamo, in bagno o in cucina, il nostro armadietto delle medicine, dove sono raggruppati tutti i nostri farmaci. Tra pomate, bustine, pastiglie e cotone idrofilo (che non manca mai) è più che probabile che almeno uno citerà un effetto collaterale che ha a che fare con il sonno. Molti farmaci usati per trattare le nostre patologie, dalle meno gravi (come le allergie stagionali) alle più gravi (problemi del ritmo cardiaco), hanno anche effetti collaterali che alterano la capacità di dormire. Cerchiamo di capire quali sono le tipologie di farmaco che possono avere degli effetti su come dormiamo.

Farmaci a base alcolica

Molti farmaci per la tosse, il raffreddore e l’influenza contengono alcol, che può interrompere il sonno e ridurre anche la quantità di tempo trascorso nel sonno rigenerativo REM. Soprattutto gli sciroppi di tutti i tipi. L’effetto varia in funzione della percentuale di alcool. Certo che, se abbiamo una tosse grassa che non ci fa dormire, conviene bere lo sciroppo. Quello che intendiamo dire è di non esagerare con i dosaggi.

Medicinali cardiaci

Le tachicardie e altri problemi analoghi del cuore, specie se insorgono prematuramente sono trattati con farmaci appositi. Molti di questi possono causare affaticamento a metà giornata e difficoltà del sonno durante la notte. Anche in questo caso è bene seguire il dosaggio corretto e prendere le medicine ad un’orario costante; secondo le indicazioni del medico.

Antistaminici

Dai farmaci che disturbano il riposo, ai farmaci che causano sonnolenza. Questa è un effetto collaterale comune degli antistaminici, che vengono utilizzati per alleviare raffreddori e sintomi allergici più leggeri. Ma anche se gli antistaminici ci aiutano ad addormentarci più velocemente, possono influire negativamente sulla qualità del tuo sonno, alterando il ritmo sonno riposo. Certo, ci sono delle volte che anche l’allergia non fa dormire, in questi casi però non bisogna sovradosare.

Beta-bloccanti (farmaci per ipertensione)

I beta-bloccanti sono alla base del principio attivo di molti farmaci utilizzati nel trattamento dell’ipertensione. Questi farmaci sono utilizzati per aiutare a controllare la pressione alta, ma possono portare all’insonnia e a disturbi del riposo.

Corticosteroidi (farmaci per asma)

I corticosteroidi, sono utilizzati in alcuni farmaci per asma, ma hanno svariate applicazioni e diversi effetti collaterali. Tra questi ci possono essere un aumentato nervosismo, o sbalzi di umore diurni, uniti al rischio di insonnia notturna. Ricordiamo però che la risposta del corpo a questi farmaci varia da individuo a individuo, così come gli effetti collaterali sul sonno, spesso mediati dall’adrenalina che produciamo.

Diuretici

I farmaci diuretici, usati per trattare la pressione alta, l’insufficienza cardiaca e altre patologie, hanno l’effetto di favorire la produzione di urina. Proprio per questo possono tenerti sveglio a causa di effetti collaterali logici, che includono minzione frequente, in alcuni casi anche crampi notturni alle gambe.

Inibitori Selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, vengono usati per trattare la depressione, i disturbi bipolari e l’ansia, possono provocare sonnolenza diurna. Molti di questi sono farmaci comunemente noti per combattere la depressione. In questo caso i dosaggi vanno seguiti con attenzione e bisogna assumerli regolarmente, poiché depressione, ansia e altri disturbi simili, possono portare facilmente all’insonnia cronica e patologica.

Se sospetti che un farmaco che stai assumendo interferisca con il tuo sonno tanto da rovinare le tue giornate, parla con il medico. È possibile che il tuo medico possa prescrivere un altro farmaco che offre benefici simili con meno effetti collaterali legati al sonno, oppure che sia necessario rivedere i dosaggi. In ogni caso, non sospendete o iniziate a prendere farmaci autonomamente.

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Fonti: EMA

Settimio Grimaldi

Il professor Settimio Grimaldi, biochimico specializzato nella ricerca sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici. Ricopre il ruolo di ricercatore senior presso il CNR-IFT, ossia Centro Nazionale di Ricerca - Istituto di Farmacologia Traslazionale Nazionale. Gode di esperienza pluridecennale nella ricerca biochimica, oltre che di esperienze di insegnamento, in convegni pubblici piuttosto che in istituti privati. Ricopre la carica di Socio Onorario dell'Università Popolare per la ricerca e l'alta formazione "PROMETEO", dove è ad oggi docente di biofisica e discipline scientifiche. Da anni collabora con la realtà aziendale "Materassiedoghe", partecipando alla ricerca e allo sviluppo di coperture speciali per i nostri prodotti, oltre che agli effetti benefici del riposo sul nostro organismo.

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