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Addormentarsi con il cellulare acceso, forse non fa così male

addormentarsi con il cellulare accesoUltimamente il cellulare è sempre più sotto attacco, anche se, paradossalmente, è sempre più utilizzato. In Italia, una stima di Gennaio 2018, ha stabilito che circa l’83% della popolazione ha un cellulare. Il dato preciso è detto, penetrazione di utenti unici di telefonia mobile; un dato su cui curiosamente siamo in crescita, anzi tra i primi 3 paesi mondiali; subito dopo Sud Corea e lo stato di Hong Kong. Di conseguenza, addormentarsi con il cellulare acceso è diventato un costume per moltissimi italiani, ma questo è un bene o un male?

La camera da letto deve essere un ambiente protetto

La nostra camera da letto deve essere, senza ombra di dubbio, l’ambiente più protetto di casa nostra (ne avevamo già parlato precedentemente in questo articolo). Tuttavia la nostra crescente dipendenza dai nostri smartphone, porta sempre più persone ad addormentarsi con il cellulare acceso. A volte addirittura accanto al letto o sotto il cuscino.

Va anticipato che i campi elettromagnetici e il nesso di causalità che hanno con lo sviluppo delle patologie tumorali, è ancora oggi oggetto di studio intensivo. Finora i dati certi sono su quanto essi (i campi elettromagnetici) aumentino lievemente il rischio di leucemia infantile; disturbo associato all’esposizione a campi magnetici a bassa frequenza nelle abitazioni. Tuttavia, i pareri sono discordi, non tutti i ricercatori riconosco una stretta connessione tra esposizione a campi elettromagnetici e patologie.

Ciononostante va applicato il principio di precauzione, o, per dir si voglia, il detto “Meglio prevenire che curare.” In questo caso, date le caratteristiche dei soggetti di incidenza, perlopiù bambini, è necessario imporre delle abitudini che portino all’uso appropriato degli strumenti che producono campi potenzialmente dannosi; nonostante questi rientrino nel gruppo 2B, ossia siano catalogati come sospetti agenti cancerogeni, con prove limitate.

Addormentarsi con il cellulare acceso, vicino al letto

Il cellulare, fin dall’inizio della sua diffusione, è sempre stato additato come uno strumento emettente radiazioni. Nonostante questo, grazie in parte al progresso tecnologico, è stato possibile sempre più ridurre le emissioni dannose dei cellulari. Ragion per cui, specie nei modelli odierni, l’esposizione del nostro corpo ai campi elettromagnetici, può essere del tutto trascurabile. Certamente i cellulari emettono radiazioni, per via del loro funzionamento.

Unico caso che fa eccezione è quando utilizziamo il cellulare in modo tradizionale, ossia a stretto contatto con il corpo; perlopiù l’orecchio o in tasca. Visto ciò, se il cellulare si trova vicino al letto, su una mensola o su un comodino, l’esposizione è maggiore del normale, ma comunque, nella maggior parte dei modelli, assolutamente marginale. Se il cellulare non viene utilizzato, pur restando acceso, l’esposizione è praticamente nulla.

Ragion per cui, addormentarsi con il cellulare acceso vicino al letto, non è assolutamente pericoloso. Il discorso cambia se lo stiamo utilizzando; anche se il cambiamento è difficilmente percettibile, sul breve periodo, dall’organismo di una persona adulta.

Il cellulare, televisori, tablet e altri apparecchi telefonici

Abbiamo parlato del cellulare, ma come cambia il discorso per apparecchi analoghi ad esso? Semplicemente, non cambia. Siano essi modem, televisori e affini, più o meno smart. Infatti, spesso e volentieri la loro potenza di emissione è simile o inferiore ai cellulari. Per tal motivo il rischio per la salute è ugualmente ridotto.

La misurazione delle radiazioni elettromagnetiche è normata dalla Comunità Europea, essa viene misurata in SAR (Specific Absorption Rate, tradotto in Tasso di Assorbimento Specifico). Essa, per essere considerata dannosa deve essere di 2 Watt su Kilogrammo (W/Kg). Di tutti i prodotti in commercio, il valore massimo registrato, con dispositivo a stretto contatto era di 1,75 W/Kg; il valore minore 0,32 W/Kg; la media tra questi due valori è circa uno, quindi ben lontana da valori potenzialmente dannosi.

Nonostante questo, un uso intensivo e prolungato del cellulare, può aumentare, indubbiamente la quantità di radiazioni nell’ambiente domestico.

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Francesco Nicolaci

Francesco Nicolaci, inizia la sua collaborazione come redazionale "Materassiedoghe" nel Gennaio 2017, a seguito della laurea in "Consulente del Lavoro e Giurista d'impresa" e di un percorso formativo presso il "Liceo Ginnasio - Arnaldo da Brescia". Da sempre interessato alla lettura di testi divulgativi dei più svariati argomenti, si sta specializzando a diffondere la cultura legata al riposo. Cercando di offrire curiosità attinenti alla storia del riposo, alla cultura del sonno e alla scoperta degli accessori del riposo in diverse culture e tradizioni.

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